Il sale : questo killer silenzioso

Consumare meno sale fa bene alla salute.

 

La prima cosa da sottolineare quando si parla di sale e dieta è la quantità consigliata dagli esperti che è di circa 5-6 grammi al giorno che corrisponde a circa due cucchiaini. Indicazioni più restrittive vengono date per chi soffre di ipertensione, patologie renali e malattie cardiovascolari. L’ideale sarebbe acquistare e preparare a casa cibi freschi, evitando alimenti molto lavorati o industriali poiché viene spesso utilizzato il sale per le sue proprietà conservative. In Italia si consuma circa il doppio in media di quanto raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità. Quali sono dunque i danni che un eccessivo consumo di sale può causare alla nostra salute? L’eccesso di consumo può predisporre maggiormente all’insorgenza di malattie cardiovascolari,patologie renali, osteoporosi e di alcuni tumori. Questi danni all’organismo sono correlati a un abuso di cloruro di sodio che può portare ad ipertensione arteriosa. Inoltre vi è una correlazione tra consumo eccessivo di sale e i meccanismi patogenetici dell’aterosclerosi che tende a danneggiare le pareti delle arterie. E’ bene inoltre ricordare che viene assolutamente sconsigliata l’aggiunta di sale nelle preparazioni per i bambini durante lo svezzamento, un’abitudine da prolungare più a lungo possibile. Quali sono le alternative per ridurre il consumo di sale nella nostra dieta? Per rendere i piatti saporiti e gustosi ci sono tante possibilità, come l’uso di spezie ed erbe aromatiche, ma anche aceto e limone. Inoltre si consiglia l’utilizzo di un mix per cucinare che si possono preparare in casa frullando gli ingredienti con un pizzico di aglio essiccato. Un’alternativa che sta prendendo piede anche in Italia è quella del gomasio, un prodotto a base di semi di sesamo tostati e frullati con il sale a cui vengono aggiunte delle alghe essiccate. Ma ,in generale, è fondamentale porre attenzione agli alimenti che sono già ricchi di sale come:

– piatti industriali pronti – pizza- salumi ed affettati- patatine – grissini- crackers – olive –acciughe sott’olio – formaggi stagionati- capperi- dadi da brodo – salsa di soia.

E’ importante comunque sottolineare che eliminare del tutto il sale dalla dieta non è una scelta salutare perché da questa sostanza dipende, almeno in parte, l’apporto di iodio. Per questa ragione è consigliato consumare sale iodato, ovvero sale marino a cui è stato aggiunto dello iodio. Gli effetti di una carenza di iodio possono essere anche gravi. Nell’adulto la conseguenza maggiore è la comparsa del gozzo ipotiroideo ovvero un ingrossamento della tiroide che, in mancanza di iodio, non riesce a mantenere una corretta funzionalità. E’fondamentale che il fabbisogno giornaliero di iodio, fissato dalle linee guida internazionali in 150 microgrammi al giorno, venga rispettato durante la gravidanza e nei primi anni di vita del bambino poiché una carenza può causare aborto, deficit nella crescita e gravi danni nello sviluppo del sistema nervoso centrale.

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