San Dionigi vescovo e compagni martiri

di Diego Insalaco

9 ottobre

 

San Dionigi ( in francese saint Denis),  primo vescovo di Parigi, subì il martirio in quella stessa città con i suoi compagni, Rustico ed Eleuterio, nel corso di una persecuzione che viene collocata in un arco temporale che va dal 250 al 285. Le tradizioni più antiche su Dionigi sono contraddittorie. Basandosi su una fonte agiografica, il vescovo Gregorio di Tours lo cita in un elenco di sette evangelizzatori delle Gallie, inviati da Roma al tempo dell’imperatore Decio (249-251); cinque di essi sarebbero stati confessori e due martiri , tra cui il vescovo di Parigi, giustiziato per decapitazione. Anche una Passione ricorda questo supplizio ma pone la missione di Dionigi al tempo di papa Clemente  ( discepolo di San Pietro) , a sostegno dell’apostolicità della sede episcopale di Parigi. Poiché questa missione è già conosciuta dal primo biografo di santa Genoveffa ( circa 520) , la tradizione contenuta nella Passio è di origine parigina e risale almeno all’inizio del VI secolo. Da quel periodo Dionigi fu oggetto di un culto importante: Genoveffa, infatti, aveva fatto costruire , verso il 450-460, una chiesa sul suo sepolcro. La primitiva leggenda fu arricchita da altre due Passioni, provenienti   dall’abbazia di S. Dionigi di Parigi. La prima viene concordemente collocata alla seconda metà dell’VIII secolo: in essa il vescovo martire, identificato con l’ateniese Dionigi, convertito dal discorso di San Paolo sull’Areopago (Atti 17,34), viene presentato mentre si allontana dal luogo del suo martirio portando con sé la propria testa. La seconda fu redatta dall’abate Ilduino di S. Dionigi (circa 835), in apparenza per rispondere a un invito ufficiale  di Ludovico il Pio, ma in realtà per accrescere il prestigio dell’abbazia. Essa sviluppa il racconto dei tormenti subiti dal martire, moltiplica il numero dei personaggi e utilizza per la prima volta le opere dell’autore mistico che, nel VI secolo, si era nascosto sotto lo pseudonimo di Dionigi l’Areopagita.  Altri autori ( come Anastasio il Bibliotecario, Incmaro di Reims,Abelardo,ecc.) trattarono la storia di Abelardo. La ricchissima iconografia di Dionigi si ispira alle innovazioni contenute nelle Passioni carolingie: il tema principale è la cefaloforia( il santo che porta da sé la propria testa), che la venerazione per Dionigi ha contribuito a rendere comune in Occidente; i cicli artistici illustrano anche Dionigi inviato in missione dal Papa,la predicazione a Parigi,l’episodio di Cristo che porta la comunione a Dionigi in carcere e la decapitazione del vescovo e dei suoi due compagni.

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