San Barnaba Apostolo

11 giugno

Gli Atti degli Apostoli, dal capitolo 4° fino al 15°, a più riprese parlano di un levita, nativo dell’isola di Cipro, di nome Giuseppe, soprannominato Barnaba ( figlio della consolazione), come uno dei primi fedeli di Gerusalemme. “ Uomo virtuoso- dice il testo sacro- vendette il suo campo e depose ai piedi degli apostoli quanto aveva ricavato, perché servisse per gli indigenti della comunità”. Si fece garante della conversione di Saulo presso la comunità di Gerusalemme che ancora diffidava dell’antico persecutore; con lo stesso Saulo, ormai divenuto Paolo, ad Antiochia trascorse un anno intero ( forse nel 42), dedicandosi all’opera di evangelizzazione della città : fu proprio in quella circostanza che per la prima volta i credenti furono denominati con l’appellativo di “ cristiani “. Sempre con Paolo, dal 45 al 48, organizzò il primo viaggio apostolico nell’isola di Cipro e nell’Asia Minore, e con lui partecipò, nel 49 , al cosidetto concilio di Gerusalemme, che approvò il loro operato e stabilì che non era necessaria la circoncisione per chi veniva alla fede dal paganesimo. In seguito i due, entrati in contrasto, si separarono: Paolo partì per il viaggio nelle Chiese della Siria e della Cilicia, mentre Barnaba con Giovanni detto Marco, il futuro evangelista, tornò a Cipro dove, secondo la tradizione, sarebbe stato lapidato dai Giudei e il suo corpo bruciato. A Barnaba viene attribuita una lettera che in antichità godette di grande autorevolezza, tanto da essere talvolta annoverata tra le scritture sacre; in ogni caso, pur non facendo parte del collegio dei dodici, come Paolo, fu subito venerato universalmente con il titolo di apostolo ed è significativo che Sant’Ambrogio lo ricordi, accanto a Pietro, Giacomo e Giovanni, come “ colonna della Chiesa”. Alla fine del 5° secolo è collocabile il rinvenimento delle sue reliquie a Cipro: secondo la tradizione il santo sarebbe stato ritrovato con una copia del vangelo di Matteo sul petto e questo particolare entrerà poi come elemento caratterizzante nella iconografia. Se il legame con Cipro è indiscutibile, interessante è il sorgere, in alcuni documenti bizantini dell’inizio del secolo VIII°, di una tradizione che vorrebbe il santo evangelizzatore di Roma, prima ancora che vi giungessero Pietro e Paolo, e in seguito primo vescovo di Milano: come dire che dall’Oriente si guardava a Milano come a una sede importante della cristianità occidentale, tanto da porre un apostolo come suo fondatore. D’altra parte numerosi erano i punti di consonanza fra la chiesa di Ambrogio e le Chiese orientali per le quali Milano costituiva, all’epoca, uno dei pochi punti di riferimento in Occidente. Questa tradizione riaffiorò in terra ambrosiana a cavallo dei secoli X-XI° in un documento che ripete la tradizione bizantina di Barnaba come primo evangelizzatore di Roma, ma corregge i suoi rapporti con Milano, perché indica come primo vescovo il suo discepolo Sant’Anàtalo a cui l’apostolo avrebbe affidato la cura pastorale della città. Inoltre Barnaba avrebbe conferito alla sede milanese il rango di chiesa metropolitana e una sorta di primato sulle altre sedi episcopali dell’Alta Italia. Se questa tradizione fu pacificamente accolta come vera fino al XVI° secolo, il successivo dibattito tra gli studiosi ne mise in evidenza la natura leggendaria. Tuttavia, è da cogliere il preciso ruolo che questa tradizione giocò nel suo riaffiorare in terra ambrosiana attorno all’anno 1000, in un momento in cui gli arcivescovi di Milano sentivano la necessità di ribadire la propria supremazia sulle altri grandi sedi rivali( Aquileia, Ravenna e Pavia ) e di precisare nel contempo la propria autonomia e dignità nei confronti di Roma. Infatti, la figura di Barnaba , accanto a quella di Ambrogio, risultava perfettamente funzionale per assicurare quel crisma di apostolicità da cui la sede milanese poteva legittimamente derivare il suo rango metropolitano, mentre, rispetto a Roma, ciò poteva costituire un punto d’appoggio per giustificare addirittura una certa equiparazione alla sede petrina. La Chiesa universale, sia occidentale che orientale, celebra la festa di  san Barnaba all’11 giugno; la liturgia ambrosiana lo ricorda in tale giorno con particolare solennità.

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