San Bonifacio Apostolo della Germania

5 giugno

Bonifacio, al secolo Winfrid, nacque intorno all’anno 675 vicino ad Exeter nel regno dell’Essex , in Inghilterra. Poco si sa con certezza della sua infanzia ma , come si narra, nella Vita prima, fu un bambino precoce. Fu oblato nel monastero di Exeter, dove ricevette la prima istruzione in lettere sacre e profane. Proseguì gli studi nel monastero di Nursling e giunse presto ad assumere il ruolo di maestro. Vinfrid attirò intorno a sé numerosi allievi, maschi e femmine, per la fama della sua scuola che si diffuse rapidamente. All’inizio del 716, all’età di circa 40 anni, decise di intraprendere il pellegrinaggio fuori dalla sua patria, per seguire le orme del suo conterraneo Villibrordro. Andò a Utrecht, dove non potè incontrarlo perché Villibrordro si era ritirato a Echternach a causa della ribellione dei Frisoni contro Carlo Martello. Bonifacio non ebbe dal re Radboch l’autorizzazione a svolgere l’opera di evangelizzazione e dovette rientrare a Nursling, dove nel 717 fu eletto abate. ; l’anno dopo fu dispensato da tale carica perché volle ritentare la missione sul continente. Questa volta andò direttamente a Roma e vi si trattene per un anno circa, ricevendo l’imposizione del nuovo nome di Bonifacio. Fu investito da papa Gregorio II del titolo di legato apostolico con il mandato di evangelizzare le genti germaniche ma,prima di attuare la missione,compì per tre anni l’apprendistato presso Villibrordo, che avrebbe voluto tenerlo presso di sé come co-episcopo, ma Bonifacio ripartì per assolvere la missione che gli era stata affidata. La fedeltà a questo impegno e l’attitudine di maestro sono i due aspetti che caratterizzarono il suo apostolato, che si svolse in Assia, Turingia e Baviera, operando sempre in stretto rapporto con Roma, tanto che, attraverso il frequente scambio epistolare con i papi, è stato possibile datare con precisione le fasi della sua missione. L’opera di Bonifacio ebbe inizio in Assia, dove costruì un monastero ad Amoneburg; nel 722 fu eletto vescovo senza sede fissa da Gregorio II. L’opera di Bonifacio in Assia ebbe il suo momento culminante quando fece abbattere la quercia secolare, idolo del culto pagano a Geismar. Nel 725 Bonifacio passò in Turingia ; nel 732 andò per la seconda volta a Roma e fu promosso da Gregorio III arcivescovo, con il diritto di convocare concilii e di consacrare nuovi vescovi. Tuttavia non fu possibile realizzare il vescovato metropolitano almeno per 10 anni per la ribellione delle forze locali al vescovo straniero. Nel 737/738 Bonifacio andò per la terza volta a Roma per essere riconfermato legato apostolico.  Qui incontrò alcuni dei suoi futuri discepoli, anche loro di origine britannica, come Vunnibaldo, che sarà abate di Heidenheim, Lullo, che sarà successore di Bonifacio a Magonza, e Burcardo, che sarà vescovo di Wurzburg. L’unica regione dove Bonifacio potè organizzare la diocesi con l’aiuto del potere civile fu la Baviera, che nel 739 il duca Odilone gli permise di dividere in quattro diocesi. Dopo la morte di Carlo Martello,nel 741, la situazione migliorò e Bonifacio potè organizzare le diocesi in Turingia ed Assia e potè convocare tre importanti concili. Nel 744 papa Zaccaria non solo gli rinnovò lo “ ius praedicationis” ma gli conferì anche l’incarico di vicario apostolico per l’intera regione delle Gallie. Tuttavia, nel 745, quando gli fu assegnata Colonia come sede metropolitana, si ebbe la reazione dei vescovi franchi, che costrinse Bonifacio a scegliere un’ altra sede, cioè Magonza , in cui potè insediarsi solo nel 746. Bonifacio, ormai vecchio e malato, si ritirò nel monastero di Fulda, da lui fondato nel 744, avendo già passato la sede di Magonza al suo discepolo Lullo. Bonifacio fondò molti monasteri e fu un maestro carismatico per i suoi discepoli; non mirò mai ad emergere nello scenario politico –ecclesiastico. Il suo primario interesse fu quello di seguire, anche nell’ultima fase della sua vita, il modello del suo maestro Villibrordo. Per questo nel 755 partì per l’evangelizzazione dei Frisoni. A Dokkum si imbattè in rapinatori che lo uccisero insieme ad altri monaci per impossessarsi delle casse di libri( scambiate per casse piene di tesori) che Bonifacio portava con sé nei suoi viaggi. Il colpo di spada che lo uccise cadde sulla Bibbia con cui si coprì la testa. Nella storiografia moderna Bonifacio è chiamato “ Apostolo della Germania” Nell’iconografia primitiva è raffigurato come vescovo con pastorale e vangelo. Successivamente ricorre la spada trapassante un libro, a ricordo del suo martirio.

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