San Carlo Lwanga e compagni martiri dell’Uganda

3 giugno

I primi missionari cristiani approdarono nel Regno del Buganda( oggi una regione della Repubblica dell’Uganda) nel 1877; appartenevano alla Chiesa anglicana. Nel febbraio del 1879 arrivarono anche i primi missionari cattolici appartenenti all’Istituto dei Missionari d’Africa, chiamati “ Padri Bianchi”. Regnava Mutesa I che approfittò della divisione tra i missionari cristiani( cattolici e anglicani) per realizzare i propri interessi. Nel 1882 i missionari furono costretti ad abbandonare il Paese. Morto Mutesa I gli successe il figlio ventenne Mwanga. Questi, su consiglio del suo maggiordomo di palazzo, Giuseppe Mukasa Balikuddembe, cattolico, fece ritornare i missionari nel luglio del 1885. L’accoglienza del re fu cordiale e la sorpresa dei missionari fu grande al trovarsi con una numerosa comunità di catecumeni preparati per il battesimo dal minuscolo gruppo di  cristiani neofiti che avevano lasciato prima di partire per l’esilio. Ma il re era circondato da ministri e dignitari che non vedevano di buon occhio religioni diverse da quella tradizionale; peraltro i cristiani gli rimproveravano apertamente le sue crudeltà e la sua vita immorale. Alla corte del re i cristiani erano allora più di centocinquanta tra battezzati e catecumeni e la maggior parte di essi era stata convertita da Giuseppe Mukasa. Tra quelli da lui convertiti nove ebbero la palma del martirio e tra di essi spicca Carlo Lwanga. Egli era il capo dei circa duecento paggi del re. Durante la forzata lontananza dei missionari, divenne amico di Giuseppe Balikuddembe ; fu da lui convertito e con lui tenne vivo lo spirito di preghiera e di apostolato tra i cristiani. Col passare del tempo l’atmosfera a corte divenne ostile ai cristiani. La situazione precipitò ai primi di novembre dl 1885 allorchè il vescovo anglicano e la sua scorta furono massacrati per ordine del re. Alla reazione viva e indignata di Balikuddembe, Mwanga rispose condannandolo a morte. Il 15 novembre 1885 Giuseppe divenne il primo martire dell’Uganda. Carlo Lwanga divenne la nuova guida dei cristiani di corte e Andrea Kaggwa di quelli della capitale e delle zone limitrofe. La notte del 17 novembre 1885 Carlo battezzò un folto numero di catecumeni . Nei primi mesi del 1886 una serie di calamità si abbattè sul regno del Buganda e i cortigiani ne approfittarono per istigare il re contro i cristiani, accusandoli di aver attirato la vendetta degli spiriti. Dal 25 al 31 maggio 1886 furono uccisi 6 cristiani ; altri 13 martiri cattolici più alcuni anglicani vennero condannati e bruciati vivi in un unico grande rogo il 3 giugno 1886,a Numagongo; tra di essi Carlo Lwanga. Ma la persecuzione non terminò con il rogo del 3 giugno; molti altri cristiani furono messi a morte per la loro fede. Sul luogo del martirio sorgono oggi un santuario cattolico e uno anglicano. Benedetto XV beatificò 22 dei martiri cattolici nel 1920 e Paolo VI li canonizzò il 18 ottobre 1964 durante il concilio Vaticano II. Egli andò pellegrino in Uganda per celebrare la loro memoria in occasione del primo raduno plenario dell’Episcopato Africano tenutosi a Kampala nel luglio del 1969.

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