Endometriosi, “Rompiamo il silenzio!”. In centinaia alla marcia di Roma

Le strade del centro di Roma, sabato 30 marzo, si sono colorate di giallo. Centinaia di persone hanno manifestato pacificamente per rompere il silenzio sull’endometriosi, una malattia che soltanto in Italia colpisce 3 milioni di donne. Una patologia cronica e invalidante che viene diagnosticata dopo perfino 10 anni dai primi sintomi. Come, in altre 55 capitali mondiali, in Italia si è svolta Endomarch: la quinta marcia contro l’endometriosi.

“Abbracci la persona è ruoti attorno al malato” è quanto, a gran voce, le tante donne presenti hanno chiesto al ministero della Salute, da cui si sentono lasciate sole.

Fondamentale per la riuscita della manifestazione, ignorata dai media nazionali, è stato il lavoro di Endomarch Team Italy, con il passaparola sui social, grazie anche ai gruppi attivi su Facebook dove ogni donna affetta da endometriosi può confrontarsi con altre che soffrono della sua stessa malattia e che ne conoscono i sintomi, gli stati d’animo, la difficoltà nell’arrivare alla diagnosi.

“Per noi sono state emozioni uniche perché era la nostra prima marcia da organizzatrici e quando abbiamo deciso di organizzare quasi non sapevamo a cosa andassimo incontro – hanno commentato da Endomarch Team Italy – Il vecchio Team ci ha dato le dritte su cosa fare e quasi sembrava ‘facile’. Ognuna di noi ha tirato poi fuori le proprie idee, abbiamo preso carta e penna e segnato tutto con la promessa di riuscire a fare tutto. E ci siamo riuscite. Ammettiamo che le difficoltà sono state tante e di pazienza ce n’è voluta parecchio. Questo non vuol dire che siamo state perfette. Di errori ne abbiamo fatti tanti e di lezioni da imparare ne abbiamo avute parecchie. Diciamo che la nostra prima marcia da organizzatrici è stata un banco di prova ma, come si dice, gli errori servono per imparare e per crescere”.

L’endometriosi è una malattia cronica, di cui attualmente non si conoscono le cause scatenanti e per cui non si trova una cura definitiva. In Italia non è riconosciuta nella sua gravità, è difficile da diagnosticare, nonostante nel nostro Paese ne soffrano tre milioni di donne. C’è molta disinformazione su questa patologia e spesso sono gli stessi medici a sconoscerla o comunque a non esserne specializzati. Si può formare all’interno (adenomiosi) o all’esterno dell’utero a causa di cellule “impazzite” che escono dal tessuto dell’endometrio, attaccando altri organi, come vescica, intestino, torace, ovaie. Per questo spesso viene confusa con altre patologie. I sintomi sono molti, tra cui: stanchezza cronica, dolori atroci soprattutto durante il ciclo mestruale e nella fase dell’ovulazione, dissenteria, occlusioni intestinali, cistiti ricorrenti, dolori articolari. Nel 25 per cento dei casi è asintomatica e si rivela in fase già acuta dopo aver provocato danni irreversibili.

L’endometriosi colpisce le donne in età fertile, anche in adolescenza, può causare infertilità e aborti. Ma poche ragazze conoscono la malattia e associano i disturbi  del ciclo all’eventualità di soffrirne. Quello che occorrerebbe, secondo chi ne soffre, oltre ad una diagnosi precoce, è il riconoscimento come malattia cronica invalidante e il sostegno alla ricerca.

Valentina Garlandi

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