Anziani sì, vecchi no!

 

“Ama la vita più della sua logica, solo allora ne capirai il senso.
(Fëdor Dostoevskij)

“La vita si misura in anni ma vivere è un’altra cosa”, ripete una nota pubblicità televisiva. Strano ma vero: per una volta devo dire che la pubblicità ha ragione. Quante volte abbiamo lasciato che la vita andasse avanti senza viverla! E quanti giovani vivono i loro pochi anni da stanchi, annoiati e sfiduciati: ci sono giovani che sono “Nati stanchi”, come recita il film di Ficarra e Picone del 2001.

Ci pensate: vivere la propria vita, l’unica, trascinandosi l’esistenza, lasciandosi vivere da essa, con fiacchezza, senza interessi o scopi, senza entusiasmo o curiosità, senza nemmeno voglia di seminare del bene o fare qualcosa per gli altri. Che tristezza, la vita vissuta così! Lasciarsi vivere dai giorni, dal tempo, dagli anni aspettando che arrivi il crepuscolo della propria esistenza.

Sia ben chiaro a tutti: la vecchiaia non è una delle fasi dell’esistenza ma una condizione mentale di chi si rifiuta di “vivere”, di chi butta la propria esistenza o ha tempo da perdere. La condizione naturale della vita è diventare anziani ma quella è un’altra cosa. L’uomo può essere anziano negli anni ma giovane dentro. La persona anziana che conserva una dose di freschezza d’interione e mentale, che da sfogo a tutta la sua creatività ed energia è un bene non solo per se stesso ma per la società tutta, anche se non sempre quest’ultima lo apprezza.

Certo, gli anni che passano portano dei cambiamenti non indifferenti al nostro corpo o alla mente, come negarlo, ma c’è una ricchezza di esperienza, di valori, di saggezza negli anziani che non deve essere dispersa. Così come c’è una “memoria” che ogni anziano porta con sé che non deve essere assolutamente dimenticata, ma, anzi, è necessario farne tesoro per la vita.

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