Il miracolo dell’Amore

don Gino Giuffrè –

Una voce! Il mio diletto! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline. Somiglia il mio diletto a un capriolo o ad un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra, spia attraverso le inferriate. Ora parla il mio diletto e mi dice: «Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! Perché, ecco, l’inverno è passato, è cessata la pioggia, se n’è andata; i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna. Il fico ha messo fuori i primi frutti e le viti fiorite spandono fragranza. Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! (dal Cantico dei Cantici).

Il testo citato del Cantico dei Cantici è un capolavoro di bellezza che rientra anche nel genere letterario della poesia d’amore ma che ben a proposito fu inclusa nel testo sacro molti secoli prima di Cristo. E’ Dio che ama l’uomo e quindi l’amore muove da Lui.

L’amore è scritto nel cuore dell’uomo e nessuno può vivere senza amare o essere amato. L’amore è un miracolo: due persone provengono da esperienze e magari da luoghi e culture diversi, hanno opinioni differenti, s’incontrano e tra loro s’innesca la scintilla dell’amore. Chi l’avrebbe mai detto o immaginato! Nessuno. Eppure succede; è la forza dell’amore. E tale forza è inarrestabile, misteriosa: è capace di far sbocciare vita nuova! Dall’unione dei due innamorati nascerà una creatura, un bimbo che porterà in sé il seme dell’unione dei genitori, ma lui sarà nuova creatura, altro da papà e mamma ma unico, originale; è l’amore che si prolunga verso l’infinito.

La realtà dell’amore diventa il simbolo del misticismo che da sempre nella Chiesa ha coinvolto tanti uomini e donne che nei loro scritti raccontano la loro attesa con lo “Sposo” che è Cristo. I mistici spesso raccontano che il loro incontro con lo “Sposo” avviene nei modi più diversi: nella solitudine della preghiera, nella carezza del vento , nel canto corale della liturgia o nell’incontro con i fratelli.

Il Cantico dei Cantici, sopra citato, descrive la venuta dello “Sposo” che va incontro alla sposa (la Chiesa) attraverso un cammino faticoso e accidentato, fatto di percorsi ardui e pericolosi. E’ però grande il desiderio di incontrare la sposa, che gli fa superare ogni ostacolo. Sì, perché l’Amore vice tutto, supera ogni ostacolo.
E’ proprio vero: l’Amore di Dio vince tutto! Supera ogni resistenza dell’uomo per inondare il mondo della sua forza. Chi non riesce a vedere i tanti semi di amore sparsi nel mondo, chi non riesce ad apprezzare i tanti gesti d’amore che ogni giorno gli uomini compiono, non è capace lui di amare.

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