Nel cuore di Dio c’è spazio per tutti

Tutti sono ammessi al cuore di Gesù

Su questa strada, contraddistinta dal fiducioso affidarsi al Signore, sono ammessi tutti: Nessuno deve sentirsi un intruso, un abusivo o un non avente diritto. Per avere accesso al suo cuore, al cuore di Gesù, c’è un solo requisito: sentirsi bisognosi di guarigione e affidarsi a Lui.

Io vi domando: ognuno di voi si sente bisognoso di guarigione? Di qualche cosa, di qualche peccato, di qualche problema? E se sente questo, ha fede in Gesù? Sono i due requisiti per essere guarito, per avere accesso al suo cuore: sentirsi bisognosi di guarigione e affidarsi a Lui.

Gesù va a scoprire queste persone tra la folla e le toglie dall’anonimato, le libera dalla paura di vivere e di osare. Lo fa con uno sguardo e con una parola che li rimette in cammino dopo tante sofferenze e umiliazioni. Anche noi siamo chiamati a imparare e a imitare queste parole che liberano e questi sguardi che restituiscono, a chi ne è privo, la voglia di vivere.

 

La morte di cui aver paura è quella del cuore indurito

“Appena tocca il mantello di Gesù”.

La fede di questa donna, attira la potenza salvifica divina che c’è in Cristo.

In realtà – afferma Gesù – “non è morta, ma dorme”. A lei il Signore dice: “Talità kum”, che significa: “Fanciulla, io ti dico, alzati!”. In questa pagina evangelica si intrecciano i temi della fede e della vita nuova: Gesù è il Signore, e davanti a Lui la morte fisica è come un sonno: non c’è motivo di disperarsi. Un’altra è la morte di cui avere paura: quella del cuore indurito, dal male! Ma anche il peccato, per Gesù, non è mai l’ultima parola, perché Lui ci ha portato l’infinita misericordia del Padre. E anche se siamo caduti in basso, la sua voce tenera e forte ci raggiunge: “Io ti dico: alzati!”.

Il cuore, indurito, il cuore che si indurisce è un cuore “mummificato”.

Chiediamo a Maria di accompagnare il nostro cammino di fede e di amore concreto, specialmente verso chi è nel bisogno.

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